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  • Clima

04-07-2021, 10:11

Giugno 2021 in provincia di Reggio Emilia

Inizio dell'estate in grande spolvero

La circolazione atmosferica su larga scala è stata caratterizzata dalla persistente prevalenza di un campo di alta pressione tra penisola scandinava e Russia, nel contesto di una configurazione ad omega che ha segnato buona parte della prima, influenzando poi le dinamiche circolatorie sul vecchio continente e sul Mediterraneo (Fig. 1). In seconda decade si è assistito ad una rimonta dell’anticiclone delle Azzorre che si è esteso fino al Regno Unito, livellando la pressione ad ovest del continente e spostando i massimi di pressione dalla Scandinavia verso la Russia. Tra la seconda e terza decade, l’anticiclone delle Azzorre si è ritirato verso Ponente ed una saccatura in quota si è insinuata ad ovest della Penisola Iberica, determinando una rimonta dell’anticiclone africano sul Mediterraneo e l’Europa centro-orientale. Sul finire del mese, la traslazione della saccatura verso la Francia ha contribuito a mantenere costante l’afflusso di aria calda dal Nord Africa, indirizzandola però più verso l’area balcanica.

Il regime termico ha risentito fortemente del pattern barico prevalente, con forti anomalie positive che si sono manifestate lungo un corridoio che dal nord Africa passa attraverso il Mediterraneo centrale, fino all'Europa nord-orientale. Ad ovest e ad est di questo corridoio si evidenziano lievi o moderate anomalie negative (Fig. 2).

Figura 1 - Anomalie di geopotenziale a 500 hPa: pressione sopra la norma sul Mediterraneo centrale ed Europa nord-orientale. Evidente il pattern barico ad omega che ha favorito flussi di correnti meridionali sull’intero continente

Figura 2 - Anomalia termica a 850 hPa (1.400 mslm circa): temperatura sopra la media sul Mediterraneo centrale ed Europa centro-settentrionale. Lievi o moderate anomalie negative sul vicino atlantico e sul Mediterraneo orientale.

Evoluzione meteorologica su scala locale

Il mese è iniziato con condizioni meteo prevalentemente stabili: cielo sereno o poco nuvoloso salvo locali addensamenti in montagna. Verso la fine della prima decade abbiamo assistito ad un incremento dell’instabilità pomeridiana in Appennino con sviluppo di nubi cumuliformi che hanno portato alla comparsa di temporali tra il 6 e l’8 giugno, anche sulle zone di pianura. Nei giorni successivi l’instabilità è rimasta confinata sui monti e via via si sono instaurate condizioni tipicamente estive: cieli sgombri da nubi, incremento dell’umidità a seguito di un’avvezione di aria calda di matrice subtropicale continentale in scorrimento sul bacino del Mediterraneo, ed afa nelle zone pianeggianti. Solo sul finire del mese, un flusso di correnti sud-occidentali in quota ha rimescolato la massa d’aria stazionante facendo calare lievemente le temperature ed attenuando le condizioni di subsidenza nei bassi strati.

Analisi climatologica

Temperature

A Reggio Emilia, il mese di giugno ha chiuso con una temperatura media giornaliera di 25,5 °C contro una media climatologica di riferimento di 23,4 °C, cioè con uno scostamento positivo di 2,1 °C (Fig. 3). Si tratta di un’anomalia moderata che, nel contesto del clima attuale, è riscontrabile mediamente ogni dieci anni circa. La temperatura minima registrata è stata di 14,2 °C (il giorno 1) e quella massima di 35,2 °C (il giorno 21).

Interessante osservare come il mese è iniziato sulla falsa riga dell’andamento della stagione primaverile, ovvero in media o leggermente sotto-media, tanto che i primi 30°C stagionali si sono registrati il giorno 4 a fronte di una data mediana che ci dice che è lecito attendersi il superamento di tale soglia intorno al 18 di maggio, più precisamente nel range 9/5 – 28/5 (intervallo interquartile). Negli ultimi trent’anni solo in 4 diverse occasioni abbiamo superato i 30°C oltre il 4 giungo: 1991 (13/6), 2004 (7/6), 2013 (11/6) e 2014 (6/6).

A partire dalla seconda decade si è decisamente cambiato registro, a causa di masse d’aria calde di matrice sub-tropicale continentale; l’inizio della stagione estiva ha assunto così le caratteristiche tipiche del clima degli anni ‘2000, come dimostrano i dati successivi, inerenti il superamento di determinate soglie.

I giorni con temperatura massima giornaliera superiore a 30°C sono risultati 22 contro una media di 14 e quelli con temperatura massima giornaliera superiore a 35°C sono stati 2, in perfetta media. Infine, abbiamo avuto ben 13 notti tropicali in città (temperatura minima giornaliera mai scesa sotto i 20°C) contro una media di 6.


Figura 3 - Anomalia termica mensile: il valore di 25,5 °C si discosta positivamente dalla media climatologica di riferimento (1991-2020) di +2,1 °C, ovvero di +1,3 deviazioni standard. Tale soglia presenta un tempo di ritorno di 11 anni.

A Ligonchio, l’anomalia è risultata più contenuta con una temperatura media giornaliera di 18,5 °C contro una media climatologica di riferimento di 17,0 °C (+1,5 °C). Tale differenza in parte potrebbe essere ascrivibile al fatto che l’urbanizzazione di cui risente la città di Reggio Emilia gioca un ruolo fondamentale nel mantenere elevate le temperature minime in quanto il calore accumulato durante il giorno fatica a dissiparsi nelle poche ore di buio notturno. La temperatura massima giornaliera registrata è stata di 28,9 °C (il giorno 20) e la temperatura minima giornaliera di 8,1 °C (il giorno 1).

Precipitazioni

Le precipitazioni si sono concentrate in pochi episodi a carattere di rovescio e/o temporale e sono risultate pesantemente sotto media sia in pianura sia in montagna. A Reggio Emilia sono precipitati 14,2 mm contro una media di 66 mm (-78%) e a Ligonchio 34,4 mm contro una media di 101 mm (-66%) (Fig. 4).


Figura 4 – Regime pluviometrico (Cli.no. 1991-2020): situazione di significativo deficit pluviometrico con una quantità di pioggia cumulata intorno ai minimi degli ultimi 30 anni.

 

Eventi del passato

Coloro che sono nati nel secolo scorso avranno sicuramente ancora viva nella memoria l’estate del 2003, una stagione eccezionale sia per quanto concerne l’intensità dell’anomalia termica registrata, sia per quanto riguarda la sua persistenza, oltre alla distribuzione spaziale che coinvolse non solo l’Italia ma anche tutta Europa. La stagione era partita molto precocemente con un mese di maggio molto caldo. Nella prima decade ben 5 giorni su dieci ebbero una temperatura massima giornaliera maggiore o uguale a 30°C. Nessuno sospettava cosa sarebbe successo nelle settimane e nei mesi successivi. Il mese di giugno iniziò subito con temperature massime oltre i 30 °C in città e proseguì in un crescendo di caldo, giorno dopo giorno, a causa della persistenza di una cella anticiclonica in quota di matrice subtropicale continentale (Fig. 5).

Fig. 5 - Media del geopotenziale a 500 hPa (Giugno 2003): campo di alta pressione in quota di matrice subtropicale continentale (anticiclone africano) esteso dal nord Africa verso il Mediterraneo e l’Europa. Masse di aria calda provenienti dal deserto scorrono sulla superficie marina del Mediterraneo catturando umidità e portando tempo stabile e afa sulla nostra provincia.

Sotto il profilo termico, il mese di giugno 2003 ha chiuso con una temperatura media giornaliera di 27,8 °C, cioè + 4,4 °C oltre la media climatologica di riferimento del clima attuale (1991-2020), che risulta la più calda delle normali climatiche da quando si effettuano rilevazioni strumentali, così come tale anomalia mensile risulta la più intensa dell’intera serie storica. Per rendere meglio l’idea, il tempo di ritorno associato ad uno scostamento dalla media di tale entità è pari a 336 anni. Quel mese di giugno risulta eccezionale anche per altri parametri di riferimento. Il numero di giorni con temperatura massima giornaliera superiore a 30 °C sono stati 29 contro una media di 14; solo il giorno 28 non ha superato tale soglia fermandosi a 30 °C tondi.  Il numero di giorni con temperatura massima giornaliera superiore a 35 °C sono stati 15 contro una media di 2.


Autore: Lorenzo Smeraldi
 




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