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  • Clima

13-01-2019, 13:11

Evento stratosferico: a che punto siamo e che cosa ci attende

Dinamica di propagazione e previsione aggiornata

L’evento stratosferico si sta sviluppando come da previsione, seguendo, in linea di massima, lo schema individuato da Baldwin e Dunkerton (Fig. 1).

Figura 1 - Schema di propagazione dell’anomalia di altezza geopotenziale, fonte dati Baldwin e Dunkerton 2001, composito di 18 eventi di vortice debole – rielaborazione ReggioEmiliaMeteo.


DINAMICA DELL’EVENTO SINO AD OGGI

Lo Stratwarming (rapido riscaldamento della stratosfera polare) ha raggiunto il suo apice a fine dicembre (come previsto nell’articolo del 19 dicembre). Il forte aumento termico ha prodotto un altrettanto intenso incremento di pressione nella stratosfera polare, portando al superamento del valore di riferimento per l’anomalia di altezza geopotenziale a 10hPa (+3) e infine alla bilobazione (split) del Vortice Polare stratosferico (vedi articolo del 1 gennaio).

L’anomalia di altezza geopotenziale si è lentamente propagata dalla stratosfera alla troposfera portando all’indebolimento del Vortice Polare troposferico, con conseguente avvio della fase negativa dell’Arctic Oscillation a partire dal 6 gennaio (vedi Fig. 2).

Figura 2 Indice Arctic Oscillation, osservata (1-12 gennaio) e prevista (13-27 gennaio): fase negativa iniziata il 6 gennaio e prevista perdurare sino a fine mese. Aggiornamenti quotidiani alle ore 7.50 e 18.50 circa: Stratosfera e Arctic Oscillation


ARTIC OSCILLATION NEGATIVA E I SUOI EFFETTI

La fase negativa dell’Arctic Oscillation favorisce la formazione di alte pressioni in area polare e di depressioni alle nostre latitudini (Fig. 3), alimentate da aria artica o polare (situazione che ad esempio si presentò in modo persistente a seguito dell’evento stratosferico del gennaio 2013).

Ciò non comporta necessariamente imponenti discese di aria artica verso l’Italia (anche se la probabilità che si verifichino aumenta e molte delle principali ondate di gelo sul Nord Italia siano state rese possibili dall’AO negativa, da quella famosa del gennaio 1985 all’ultima del febbraio 2018).

Figura 3 Fase negativa dell’Arctic Oscillation, effetti sulla pressione a livello del mare: anomalia barica positiva in area polare (Vortice Polare debole e tendenza all’intrusione o alla formazione di anticicloni) e anomalia barica negativa in area mediterranea (più perturbazioni, spesso alimentate da aria fredda di origine artica o polare). 

L’analisi climatologica mostra come, sul lungo termine, l’Arctic Oscillation negativa sia innanzitutto associata a precipitazioni oltre la norma su buona parte d’Italia, Emilia compresa, mentre le temperature sotto la media risultano relegate ad Alpi, Appennino Settentrionale e Nord-Ovest (i principali effetti termici si registrano a nord della catena alpina). Generalmente, infatti, durante le fasi negative dell’AO si alternano passaggi freddi e nevosi ad altri miti e piovosi, con un’unica costante: le precipitazioni. Ma come per tutte le regole, anche per quelle meteo-climatiche esistono eccezioni come il dicembre 2001 (freddo e secco, fatta salva la tempesta di Santa Lucia) e i primi 10 giorni dell’attuale fase negativa.

Confrontando le serie storiche di nevosità a nostra disposizione (Castelnovo ne’ Monti, Albinea, San Giovanni di Querciola e Modena), emerge come inverni caratterizzati da AO negativa siano associati a nevosità oltre la norma in Emilia specie a partire dalla collina (correlazione crescente con la quota, molto alta per medio e alto Appennino).

 

PREVISIONE A MEDIO E LUNGO TERMINE

Secondo lo schema di propagazione (Fig.1), a seguito del superamento della soglia, la fase di Arctic Oscillation negativa dovrebbe perdurare, pur con eventi anche di segno opposto, almeno per i prossimi 40-60 giorni (con possibili strascichi anche in marzo).

In Figura 4 possiamo apprezzare il fenomeno e la sua previsione nella sua completezza. Si tratta della sezione verticale dell’area polare (65-90°N) in cui viene mostrata l’anomalia di altezza geopotenziale alle varie quote dell’atmosfera. Nello specifico l’immagine mostra:

- Situazione osservata dal 1° dicembre al 10 gennaio (fonte www.cpc.ncep.noaa.gov);

- Previsione dei prossimi 15 giorni (12-27 gennaio, fonte dati GFS, elaborazione ReggioEmiliaMeteo) e sottostante grafico di AO osservata e prevista (come in Fig. 2);

- Previsione statistica fino a fine marzo secondo lo schema di propagazione di Baldwin e Dunkerton 2001 (Fig. 1, opportunamente collocata sull’asse temporale).

Per quanto descritto nel paragrafo precedente, il prosieguo dell’inverno dovrebbe risultare favorevole a frequenti eventi perturbati, non di rado associati a temperature sotto la media e quindi a possibili nevicate sul nostro Appennino e occasionalmente anche sulla pianura.

Sottolineiamo infine che l’evento stratosferico appena descritto e le sue possibili conseguenze ben si accordano con le previsioni stagionali per l’inverno emesse lo scorso 24 novembre, in cui già si accennava ad un possibile “evento rilevante di Stratwarming” vista la “previsione di AO sensibilmente negativa”.

Figura 4 - Previsione dell’anomalia di altezza geopotenziale in area polare (65-90°N), sezione verticale (0-50 km): dopo aver superato la soglia individuata da Baldwin e Dunkerton (+3), l’anomalia si è propagata sino in troposfera (strato più basso dell’atmosfera e, a partire dal 6 gennaio, ha dato il via ad una fase di Arctic Oscillation negativa. Secondo lo schema di propagazione, tale fase dovrebbe prevalere sino a fine febbraio, con possibili strascichi in marzo. Aggiornamenti quotidiani alle ore 7.50 e 18.50 circa: Stratosfera e Arctic Oscillation

Le prime precipitazioni associate ad un calo termico sono attese nel prossimo fine settimana, mentre un peggioramento più importante (probabilmente molto significativo, da confermare) è atteso nel corso della prossima settimana (Fig. 5).

Figura 5 Martedì 22 gennaio, ore 13.00: all’espansione dell’anticiclone dalle Azzorre alla Groenlandia si contrappone l’approfondimento di una saccatura dalle latitudini polari all’Europa meridionale. Fredde correnti di aria artica marittima raggiungono il Mediterraneo (dati Ensemble ECMWF – rielaborazione ReggioEmiliaMeteo)

Figura 6 – Temperature a 850 hPa (sopra) e precipitazioni (sotto) - proiezione prossimi 15 giorni: temperature sotto la media a partire da venerdì 18, con probabili precipitazioni e, quindi, possibili nevicate a quote medie o basse (da confermare) - dati Ensemble ECMWF, rielaborazione ReggioEmiliaMeteo.

LINK UTILI:
Stratosfera e Arctic Oscillation, situazione e previsione (due aggiornamenti quotidiani, alle ore 7.50 e 18.50 circa)

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Autore: Dr. Andrea Bertolini
 
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